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Violenta rissa tra detenuti tarantini e baresi nel carcere di Matera

Si ritorna a parlare delle condizioni delle carceri lucane e questa volta riguarda quello di Matera, che nel pomeriggio di sabato 5 maggio, intorno alle 14,00, è stato interessato da una violenta rissa tra detenuti tarantini contro quelli baresi.

Tra le  ipotesi più accreditate vi  è quella della tensione creatasi ultimamente nel carcere di Matera è probabilmente dovuta alla numerosa presenza di detenuti di origini pugliesi, in conflitto tra loro per diverse ragioni, ma soprattutto dalla prepotenza di voler predominare ed avere la supremazia all’interno dell’Istituto penitenziario.
Ad ogni modo dalla ricostruzione dei fatti sembrerebbe che i detenuti tarantini abbiano avuto la meglio sui baresi, tanto che fortunatamente per questi ultimi, fortemente colpiti da bastoni ricavati da oggetti che normalmente vengono consentiti all’interno del Carcere, sono stati sottratti durante le percosse dal personale di Polizia Penitenziaria prontamente intervenuto e che è riuscito a sedare l’evento critico seppur riportando conseguenze alla salute ancora in attesa di accertamenti.

A darne notizia è il Segretario Regionale del SAPPe – Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria – della Basilicata Saverio Brienza, il sindacato più rappresentativo dei “Baschi Azzurri”, il quale si interroga su quali basi il Ministero della Giustizia e quindi l’Amministrazione Penitenziaria vogliono porre in essere le condizioni più ideali per la gestione dei detenuti, nel momento in cui anche le carceri lucane sono divenute delle vere e proprie giungle a causa del noto sovraffollamento, oppure a causa della eccessiva promiscuità dei reclusi tra stranieri e italiani, tra soggetti appartenenti a diverse frange criminali oltretutto anche in conflitto tra loro, con numerosi detenuti che soffrono di patologie psichiatriche, in strutture fatiscenti e senza le necessarie condizioni di sicurezza sia strutturali che strumentali.

Intervista Rai a Saverio Brienza nel Servizio della TGR del 06.05.2018

Il SAPPE ogni giorno registra eventi che accadono a causa delle gravi carenze di un sistema assolutamente fallimentare e chi ne fa le spese è sempre e solo la Polizia Penitenziaria, costretta a sobbarcarsi la violenza di detenuti che non hanno nulla da perdere e che la fanno da padroni in un contesto penitenziario che negli ultimi anni è stato troppo “ammorbidito” da una politica, che invece di ascoltare la voce di chi lavora nelle carceri 24 ore al giorno ha voluto dare più attenzione alle pretese assurde di Associazioni e Garanti dei detenuti.
La questione odierna di Matera dovrebbe far riflettere l’Amministrazione Penitenziaria , traendone le dovute considerazioni per cominciare a progettare un sistema dell’esecuzione penale delle carceri diverso, più funzionale, più sicuro, ma soprattutto incrementando il personale di Polizia Penitenziaria che allo stato attuale, al di là di quello che pensa il Sig. Ministro che lo ha drasticamente ridotto con un D.M. del 2 ottobre scorso, a parere di questa Organizzazione Sindacale è assolutamente insufficiente, e se oggi non è scappato il morto è solo grazie all’instancabile sacrificio dei “Baschi Azzurri”.
Saverio Brienza, nel concludere, innanzitutto auspica al personale di Polizia Penitenziaria di Matera di non aver riportato gravi conseguenze fisiche durante l’operazione odierna e fa loro un plauso per aver sedato la violenta rissa senza conseguenze irreparabili e si rivolge alla politica, la quale nel mentre loro lottano per accaparrarsi le poltrone, il Comparto Sicurezza è in ginocchio ed in particolare la Polizia Penitenziaria, sempre più poca e sempre più sola, lotta per gestire l’inferno delle carceri!

 

 

di Segreteria

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